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Buoni spesa: più di 400 domande. A Este i cittadini si distinguono per onestà: un nucleo familiare rinuncia a 400 euro di buoni spesa.

Pubblicato il 17 aprile 2020 • Sociale

Gallana: “Dallo Stato solo l’elemosina. I fondi del governo sono insufficienti. Per aprile, si attingerà anche al Fondo Rinuncia Indennità di Carica di noi Amministratori.”

Si sta concludendo, presso gli sportelli del Comune di Este, la distribuzione dei buoni spesa concessi ai cittadini in stato di difficoltà economica, dovuta all’emergenza epidemiologica in atto. In sole due settimane, sono pervenute all’Amministrazione Comunale 410 domande. Le richieste sono state analizzate dalle Assistenti Sociali e alcune sono state respinte poiché non rispondevano ai criteri dell’ordinanza.

“I fondi erogati dal governo sono assolutamente insufficienti a coprire il fabbisogno dei cittadini, in questa situazione di emergenza epidemiologica ed economica. - afferma il Sindaco Roberta Gallana. - A marzo per le famiglie in difficoltà abbiamo usato i soldi del Comune. Con i fondi del Governo arriveremo a malapena a fine aprile. Cosa potranno fare queste famiglie, a breve, visto che i fondi statali sono esauriti?”

“La distribuzione dei buoni spesa è stata un’esperienza molto delicata, che mi ha fatto conoscere ancora di più le difficoltà contingenti delle famiglie e delle persone sole – prosegue il Sindaco – Mi ha molto colpito l’onestà di una famiglia di Este, che aveva fatto domanda per i buoni spesa e ha rinunciato all’incentivo, decidendo di lasciare la somma di 400 euro in buoni spesa che le spettava a un’altra famiglia più bisognosa. L’emergenza economica, per questo nucleo familiare onesto e generoso, era rientrata. Un bellissimo esempio di solidarietà e integrità da parte dei cittadini di Este.”

La media dei buoni spesa distribuiti è di 226 euro a nucleo familiare. Su 410 domande pervenute (per un totale di 1118 persone), l’età media dei richiedenti si attesta sui 47 anni. Il 10% circa (39 cittadini) ha meno di 30 anni. I single che richiedono i buoni spesa sono 133 di cui il 48% maschi. Poco più del 50% dei richiedenti è italiano. 65 sono le famiglie con più di 4 componenti

“Per quanto riguarda le famiglie con un solo componente, si tratta per lo più di nuclei con lavoratori occasionali, costretti a casa per l’emergenza – aggiunge il Sindaco – e senza alcun sostentamento. I nuclei familiari più numerosi, anche se in cassa integrazione, hanno visto diminuire le entrate anche del 50%, entrando così in uno stato di povertà.”

I buoni spesa, dedicati ai cittadini in grave difficoltà economica, sono spendibili esclusivamente per l’acquisto di beni di prima necessità, negli esercizi commerciali convenzionati.

“Molti dei richiedenti hanno cessato l’attività e questa era per loro l’unica entrata mensile – afferma l’Assessore alle Politiche Sociali Lucia Mulato qualcuno è arrivato al punto di scrivere sulla domanda frasi di richiesta d’aiuto.”

Per alcune famiglie si pone anche il problema dei costi necessari per la didattica a distanza dei figli. Sentito è anche il problema dei debiti da saldare o delle spese mediche e farmaceutiche da sostenere, anche per patologie croniche.

“Per far fronte al disavanzo – continua l’Assessore Mulato - si attingerà al Fondo Rinuncia Indennità di Carica degli amministratori, che potrà essere utilizzato sia per l’annualità 2019 che per parte del 2020, al netto di quanto sarà utilizzato per il servizio di assistenza psicologica ai cittadini, come già deliberato in giunta nel mese di febbraio.”

“Queste sono le emergenze che riguardano le famiglie – continua il Sindaco Roberta Gallanama è bene tener conto anche di tutti i negozianti e i possessori di partita IVA, ai quali lo Stato dispensa 600 euro per il mese di aprile. Se il Governo non interviene con misure adeguate, con le ipotesi di riapertura che abbiamo, per commercianti e piccole imprese sarà una strage. Il mio è un accorato appello al Governo: è necessario che lo Stato eroghi maggiori fondi, per far fronte all’emergenza economica che segue pari passo quella epidemiologica.”

 

Per venire incontro alle esigenze dei cittadini in difficoltà, l’Amministrazione Comunale promuove la raccolta fondi, già intrapresa per il sostegno all’emergenza, ampliandola anche al contributo di solidarietà alimentare.

Si potrà quindi fare una donazione al conto corrente dedicato, mediante bonifico, utilizzando la causale “Solidarietà alimentare”, per offrire un contributo concreto ai cittadini più bisognosi.

 

IBAN: IT 23 O 030 6962 5691 0000 0300 033

Causale: Solidarietà alimentare, intestato a Comune di Este