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Restaurata l’ottocentesca Gran Carta Corografica Itineraria e Statistica del Regno Lombardo-Veneto

Pubblicato il 29 ottobre 2020 • Eventi - Cultura

Nell’ottica di valorizzare e preservare il patrimonio storico, artistico ed archivistico della Città di Este, l’Amministrazione Comunale ha di recente promosso il restauro di una grande carta a stampa risalente al 1800. Si tratta della “Gran Carta Corografica Itineraria e Statistica del Regno Lombardo-Veneto”, compilata dal cartografo Alessandro Maridati e incisa da Pezze, Allodi e Bazzera. La carta fu pubblicata a Milano nel 1859 presso la ditta Ferdinando Artaria e figlio.

«Este possiede un immenso patrimonio storico e culturale, con i suoi bellissimi monumenti e i più conosciuti reperti archeologici, l’archivio storico comunale, i quadri e le stampe presenti in Municipio – afferma il Sindaco Roberta Gallana. - Tra queste, vi è anche la Gran Carta Corografica Itineraria e Statistica del Regno Lombardo-Veneto. La Gran Carta, che prima si trovava ripiegata all’interno della cassaforte comunale, è stata recuperata, restaurata e potrà finalmente tornare ad essere un importante reperto storico e archivistico per Este».

La Gran Carta misura 1 metro e 45 cm x 2 metri e 60 cm ed è composta da 56 fogli incollati su di una tela che funge da supporto. La degradazione subita dalla tela originale, che metteva in pericolo l’integrità della Carta, insieme alla polvere depositatasi nel corso del tempo ha spinto l’Amministrazione Comunale ad affidare, nel luglio 2020, il restauro della Carta alle restauratrici Miriam Rampazzo e Sara Gottoli. I singoli fogli sono stati staccati dal primitivo supporto, ripuliti e successivamente incollati su di un nuovo supporto telato a nido d’ape.

A restauro concluso, la Carta è stata incorniciata e riconsegnata al Comune di Este alla fine di settembre.

«Oggi la tela si può ammirare in tutta la sua magnificenza negli uffici dell’Amministrazione Comunale – afferma il Sindaco Roberta Gallana. - Le è stata riservata un’intera parete, che permette a questo cimelio del patrimonio storico locale di farsi ammirare in ogni dettaglio».

Come si legge nella relazione dello storico Mauro Vigato, la Carta, realizzata in rapporto 1 a 172.800 (ogni suo centimetro corrisponde a 1728 metri reali), rappresenta le province che facevano parte del Regno Lombardo-Veneto, ovvero Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio e ancora Vicenza, Verona, Venezia, Udine, Treviso, Rovigo Padova e Belluno. I limiti tra queste, tracciati con differenti acquerelli, contribuiscono a rendere la Carta una riproduzione dettagliata del passato del territorio in cui viviamo, anche grazie alla presenza di stemmi ed elementi statistici.

«La Carta riporta infatti i capoluoghi di Provincia e di distretto, ma anche i luoghi fortificati, i comuni, le frazioni, le sedi di Pretura – commenta il Sindaco Gallana. - Sono segnalate, attraverso simboli differenti, anche particolarità geografiche e naturali, così come strade e ponti. Per ogni provincia, poi, è segnalato l’ammontare della loro estensione, il numero dei distretti, dei comuni e delle parrocchie presenti, ma anche la somma della popolazione, suddivisa per genere, con alcuni dati statistici sui trasporti ferroviari, sulla rete postale e anche su tariffe economiche dell’epoca. Si tratta quindi di un importante documento storico, oltre che artistico, per la conoscenza del passato del nostro territorio».

La Gran Carta, quindi, non si configura come una semplice rappresentazione topografica del territorio, ma offre una serie di dati statistici di grande interesse storico sull’economia e sull’organizzazione politico-amministrativa di quello che fu il Regno Lombardo-Veneto.