ESTEmporanea: la rassegna letteraria 2022

Pubblicato il 3 agosto 2022 • Biblioteca Civica , Eventi - Cultura , Rassegne

A luglio e agosto arriva ESTEmporanea, una proposta di grande qualità culturale, dedicata alla letteratura nazionale e internazionale:sarà la rassegna letteraria del 2022, che porterà nel Cortile della Biblioteca e in altre location cittadine i grandi scrittori contemporanei, tra cui spiccano i nomi di Francesca Valente, autrice di Altro nulla da dichiarare e vincitrice del Premio Campiello Opera Prima, il giallista Fulvio Ervas, Paolo Colagrande, Tiziano Scarpa, Jana Karšaiová, semifinalista del Premio Strega 2022. Alle classiche presentazioni dei libri si aggiungeranno anche reading con accompagnamento musicale. Estemporanea si svolgerà in 9 appuntamenti: il 6,11,21 e 28 luglio e il 3,9,17,25 e 31 agosto.

Nove incontri, tre musicoletture. Suoni e scritture eminenti dell'attuale scena letteraria italiana: romanzo-memoir, saggio narrativo, poesia, graphic novel, forme eterogenee e virtuosamente ibride protagoniste di una rassegna che
 propone quanto di più ricercato accade nella produzione editoriale contemporanea.

Partecipano: Fulvio Ervas, Paolo Colagrande, Francesco Targhetta con Freddie & Chiara Lee, Matteo Cavezzali, Tiziano Scarpa insieme a Debora Petrina, Eliana Albertini, Miguel Vila, Francesca Valente (vincitrice del Premio Campiello Opera Prima, evento speciale in collaborazione con il Premio Campiello), Jana Karšaiová, Sandro Frizziero con Stefano Spagnolo e Andrea Chinaglia.

Conversazioni e performance nelle quali le parole salgono sul palco indossando musica. Dal vivo, a Este, naturalmente. Estemporaneamente.

Rassegna a cura di Stefano Spagnolo e Sandro Frizziero


Gli incontri in programma

mercoledì 6 luglio, ore 18:30 - cortile della Biblioteca Civica
Fulvio Ervas presenta LA GIUSTIZIA NON È UNA PALLOTTOLA edito da Marcos Y Marcos

Giugno. L’intrusione nella villa di un riccone spezza la quiete sulle colline del prosecco. L’ispettore Stucky si lascia volentieri affascinare dalla collezione di libri antichi, dal pianoforte a coda lunga e soprattutto dal signor Giustinian, imprenditore curioso e cercatore di bellezza. Nella piana, invece, alla vigilia della mietitura, uno spaventapasseri sporco di sangue macchia di rosso un campo di grano.
È una minaccia da prendere sul serio o la goliardata di un balordo che ha preso troppo sole a Caorle?
Nel dubbio, il commissario Montini affida il caso a Stucky, per distoglierlo dal magnete della villa sui colli, dove, accanto al signor Giustinian, una giovane donna nera dalla tempra d’acciaio rilascia informazioni con il contagocce. Tra deliziose cicchetterie di Treviso e vicine di casa sempre più intime, Stucky pian piano annusa un delitto sepolto, fiducia tradita, figli che chiedono conto di un grave silenzio. Un giallo succoso, pieno di sole e calore umano.
Fulvio Ervas è nato nell’entroterra veneziano qualche decina d’anni fa. Insegna scienze naturali, nel tempo libero ama raccontare storie e di romanzi ormai ne ha scritti diciassette: nove hanno come protagonista l’ispettore Stucky (“Commesse di Treviso”, “Pinguini arrosto”, “Buffalo Bill a Venezia”, “Finché c’è prosecco c’è speranza”, “L’amore è idrosolubile”, “Si fa presto a dire Adriatico”, “Pericolo giallo”, “C’era il mare” sono i primi otto), “La lotteria” parla di balene, “Follia docente” dell’amata scuola, “Succulente” della perdita, “Tu non tacere” del tema delicato dell’errore medico e “Nonnitudine” di una nuova splendida avventura della vita. “Il Convegno dei ragazzi che salvano il mondo”è il primo libro dedicato ai lettori più giovani. “Piccolo libro di entomologia fantastica” (Bompiani, 2020) racconta di attese e creature piccolissime. “Se ti abbraccio non aver paura” è la storia del viaggio speciale di un padre con suo figlio autistico; ha conquistato le classifiche dei libri più venduti, ed è stato tradotto in nove lingue. Gabriele Salvatores ne ha tratto un film: Tutto il mio folle amore, con Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono e Giulio Pranno. Anche “Finché c’è prosecco c’è speranza” è diventato un grande film, con la regia di Antonio Padovan, e Giuseppe Battiston nei panni dell’ispettore Stucky. “La giustizia non è una pallottola” è il nono romanzo della serie.

lunedì 11 luglio, ore 21:00 - cortile della Biblioteca Civica
Paolo Colagrande presenta SALVARSI A VANVERA edito da Einaudi

Autunno 1943. Secondo un’antica maledizione – inventata di sana pianta e venduta al comando tedesco come leggenda popolare – nelle viscere di una miniera di carbone sulla sponda del Rio Fogazza si nasconderebbe la Salamandra Ignifera Gigante Cinese, capace di folgorare a vista qualsiasi forestiero si avvicini. Per l’ebreo Mozenic Aràd, che giusto prima delle leggi razziali ha pensato bene di diventare Mestolari Aride, la scoperta casuale del giacimento è l’unica speranza di salvare se stesso e la sua famiglia. E cosí, mettendo insieme una squadra di persone altrimenti destinate a fine certa – una professoressa di liceo, un suonatore di clavicembalo, un fattorino e un numero imprecisato di irregolari che dal giorno alla notte si cuciono addosso il titolo di geologo, minatore, fuochista, carpentiere o artificiere – Aride comincia a vendere carbone alle milizie, tenendole ben lontane dalla miniera con lo spauracchio della vampa infuocata. Finché il maggiore Aginolf Dietbrand von Appensteiner, comandante di piazza, comincia a insospettirsi… Dopo La vita dispari, Paolo Colagrande ci consegna un romanzo straripante d’intelligenza e di invenzioni. Pagina dopo pagina, assecondando «l’impostura del destino», costruisce una bugia grande quanto un intero paese: il piano geniale di un pugno di ebrei padani per salvarsi la vita.
Paolo Colagrande è nato a Piacenza nel 1960. Ha pubblicato i romanzi: Fídeg (Alet 2007, Premio Campiello Opera Prima, finalista Premio Viareggio, riproposto nei Tascabili Einaudi, 2022), Kammerspiel (Alet 2008), Dioblú (Rizzoli 2010), Senti le rane (nottetempo 2015, Premio Campiello Selezione Giuria dei Letterati). Per Einaudi ha pubblicato La vita dispari (2019), finalista al Premio Campiello, e Salvarsi a vanvera (2022).

giovedì 21 luglio, ore 18:30 - cortile della Biblioteca Civica
Francesco Targhetta / Freddie & Chiara Lee in LA COLPA AL CAPITALISMO reading sonorizzato tratto dall’omonimo libro edito da La Nave di Teseo

A dieci anni dall’acclamato romanzo in versi Perciò veniamo bene nelle fotografie, che rivelò Francesco Targhetta tra le principali voci della generazione precaria degli anni dieci, La colpa al capitalismo apre un nuovo capitolo dedicato all’indagine in versi dell’esistenza. Abitata da personaggi isolati e vulnerabili, sospesi tra strategie d’esistenza e tentativi d’amore, disseminati lungo paesaggi labili dai profili industriali, la raccolta racconta la solitudine, il conformismo e il senso di competizione sotto la morsa del tardo capitalismo, vessato ulteriormente dalla pandemia. Le poesie di La colpa al capitalismo dissezionano con lingua asciutta e precisa un sentimento sempre in bilico fra malinconica resa alla presunta modernità e resistenza e confermano Francesco Targhetta come una delle voci più originali e nitide della poesia italiana.
Francesco Targhetta (Treviso 1980) è professore di lettere alle scuole superiori. Ha pubblicato un libro di poesie, Fiaschi (2009), e un romanzo in versi, Perciò veniamo bene nelle fotografie (2012). Nel 2014 ha vinto il premio Delfini e il premio Ciampi – Valigie Rosse (da cui la plaquette Le cose sono due, 2014) e nel 2018 è uscito il suo primo romanzo in prosa, Le vite potenziali, finalista al Premio Campiello.
Freddie e Chiara Lee compongono musica insieme dal 2003, per quindici anni nella band dei Father Murphy. Hanno suonato estensivamente in Europa, Regno Unito, Nord America, Australia e Russia, con spettacoli alla Biennale di Venezia (Italia), Le Guess Who Festival!? (Paesi Bassi), Dark Mofo Festival (Australia), Bulgarian National Radio's Concert Hall (Bulgaria), Cafè Oto (Regno Unito), Gerlesborg School of Fine Art (Svezia), Boston Paramount Theatre (Stati Uniti), Lincoln Music Hall (Stati Uniti), Arcosanti Foundation (Stati Uniti), SKIFF Festival (Russia). I film con la loro colonna sonora originale sono stati selezionati da Locarno Film Festival (Svizzera), MoMA Fortnight Doc Festival (NYC, USA), Karlovy Vary Film Festival (Repubblica Ceca), Torino Film Festival (Italia), Cinéma du Réel (Francia), Dok Lipsia (Germania).

giovedì 28 luglio, ore 18:30 - cortile della Biblioteca Civica
Matteo Cavezzali presenta IL LABIRINTO DELLE NEBBIE edito da Mondadori

Un aperitivo gentilmente offerto da Pro Loco Este darà il via alla serata

Bruno Fosco è tornato vivo dal fronte della Grande Guerra, ma non è più l’uomo di quando è partito. Forse è anche per questo che accetta il ruolo di ispettore ai confini del mondo, ovvero nella stazione di polizia di Afunde, un villaggio nella palude del delta del Po in cui vivono solo donne, perché nessun uomo è sopravvissuto al fronte. Insidie, nebbia e cupe storie circondano il villaggio, mentre i suoi edifici sprofondano ogni giorno di più nel terreno fangoso.
Quando viene trovata morta Angelina, con un misterioso simbolo sul collo, comincia una vera e propria battuta di caccia al suo assassino dentro i labirintici percorsi della palude. La bellissima e sfuggente Ardea sembra sapere molto di più di quello che si riesce a “leggere” dentro la realtà ingannevole e ancestrale dalla quale il forestiero è stato inghiottito assieme al suo sottoposto Della Santa e al vecchio e burbero anarchico Primo.
Su Fosco e Ardea, e su tutto il paese, incombe l’eredità di violenza che la guerra, come tutte le guerre, ha lasciato dietro di sé. Matteo Cavezzali prende le mosse, come è sua consuetudine, dalla realtà storica per toccare la pelle viscida di un luogo mitico e infernale dove la ricerca del mostro si trasforma in un intricato racconto di fantasmi attraversato da una sinistra ansia di giustizia.
Matteo Cavezzali (Ravenna, 1983) è autore dei romanzi Icarus. Ascesa e 
caduta di Raul Gardini (minimum fax, 2018) e Nero d’inferno (Mondadori, 2019) in cui racconta la figura di Mario Buda, anarchico italiano emigrato negli Stati Uniti che fece saltare in aria Wall Street. Ha scritto anche Supercamper. Un viaggio nella saggezza del mondo (Laterza, 2021) e A morte il tiranno
(HarperCollins, 2021) da cui è stato tratto l’omonimo podcast. Ha vinto il Premio Comisso e il Premio Volponi Opera Prima. È ideatore e direttore artistico del festival letterario ScrittuRa di Ravenna. Ha realizzato il podcast Bruno Neri, calciatore e partigiano per RaiPlay Sound.

mercoledì 3 agosto, ore 21:00 – Cortile della Biblioteca Civica
Tiziano Scarpa / Debora Petrina in LE COSE CHE SUCCEDONO DI NOTTE spettacolo di parole e musica

“Si affacciava all’inizio di una frase, / curioso della sua prossima fase: // che cosa mai gli sarebbe successo / durante quel sintattico processo?” («Un tipo fatto di parole», in Una libellula di città, minimum fax, 2018)
Le cose che succedono di notte sono le cose che succedono quando a farle succedere sono le parole demiurgiche di Tiziano Scarpa intrecciate alla musica magica di Debora Petrina. Con le tastiere, la chitarra e la voce Debora si mette in contatto con mondi sconosciuti, è una specie di veggente elettronica. Le sue bellissime canzoni emanano calda sensualità e ritmi vivaci. Fra un brano e l’altro accompagna le parole di Tiziano con suoni colmi di incanto e inquietudine. Tiziano racconta di uomini, alberi, animali solitari che cercano l’amore, la verità, e trovano quello che si meritano. Alcune sono storie spassose, altre drammatiche, sempre sorprendenti e ispirate.
Tiziano Scarpa è nato a Venezia nel 1963. Tra i suoi libri, Occhi sulla graticola (Einaudi 1996 e 2005), Amore® (Einaudi 1998), Venezia è un pesce (Feltrinelli 2000), Cos'è questo fracasso? (Einaudi 2000), Nelle galassie oggi come oggi (con Raul Montanari e Aldo Nove, Einaudi 2001), Cosa voglio da te (Einaudi 2003), Kamikaze d'Occidente (Rizzoli 2003), Corpo (Einaudi 2004 e 2011), Groppi d'amore nella scuraglia (Einaudi 2005 e 2010 e «Collezione di poesia» Einaudi 2020), Batticuore fuorilegge (Fanucci 2006), Amami (con Massimo Giacon, Mondadori 2007), Comuni mortali (Effigie 2007), Stabat Mater (Einaudi 2008, premio Strega 2009 e Premio SuperMondello 2009), L'inseguitore (Feltrinelli 2008), Discorso di una guida turistica di fronte al tramonto (Amos 2008), Le cose fondamentali (Einaudi 2010 e 2012), La vita, non il mondo (Laterza 2010), Il brevetto del geco (Einaudi 2016 e 2017), Il cipiglio del gufo (2018 e 2020), la raccolta di poesie Le nuvole e i soldi (2018), Una libellula di città (minimum fax 2018) e La penultima magia (Einaudi 2020). Dall'inizio degli anni Novanta a oggi ha scritto una quindicina di testi per la scena e per la radio, tutti rappresentati, fra cui L'infinito (Einaudi 2011).
Un brindisi con specialità gourmet a cura di Pro Loco Este allieterà la serata

martedì 9 agosto, ore 21:00 – cortile della Biblioteca Civica
Eliana Albertini / Miguel Vila presentano ANCHE LE COSE HANNO BISOGNO edito da Rizzoli Lizard e FIORDILATTE edito da Canicola

 

Agnese è strana. Ama girare ossessivamente sempre negli stessi posti, per le stesse strade. Come una cartografa maniacale, studia centimetro per centimetro la sua cittadina nella provincia veneta e la racconta in una serie di appunti a metà strada tra l’aforisma e la poesia. Si ferma a studiare i dettagli meno importanti del paesaggio urbano e, ogni tanto, raccoglie qualcosa da portarsi a casa. In paese lo sanno tutti che è fatta così e lei, un po’ per bisogno di soldi, un po’ perché vuole dare un senso a questo suo girovagare, diventa operatrice ecologica. Adesso nessuno potrà mormorare qualcosa alle sue spalle quando la vedono raccattare rifiuti che poi diventeranno i suoi tesori, custoditi gelosamente in casa. Ma quando i condomini cominciano a lamentarsi per gli strani odori che vengono dall’appartamento di Agnese, la storia cambia. Lei che ha sempre lasciato entrare nel suo piccolo mondo protetto solo oggetti (a suo parere) preziosissimi, si trova ora assediata da persone che non la comprendono e vorrebbero saccheggiare il suo museo domestico, la sua inestimabile collezione. Anche le cose hanno bisogno mette in scena un personaggio affascinante e complesso, che pone ai lettori una domanda difficile: fino a che punto siamo in grado di capire gli altri?
Eliana Albertini (1992), illustratrice e fumettista, ha pubblicato i libri Luigi Meneghello, apprendista italiano (2017) e Malibu (2019) e ha partecipato con un racconto all’antologia A.M.A.R.E. (2021). Nel 2019 ha vinto il premio Nuove Strade al festival Napoli Comicon.

L’antico borgo di Bessaniga fa da sfondo agli intrecci e alle relazioni morbose di Marco, Stella, Lulu e Daniele. Con uno sguardo voyeuristico e disincantato, Vila mette a nudo i personaggi, osservandoli nelle loro ipocrisie, insicurezze e desideri inconfessabili. Un soft-thriller psicologico e grottesco sull’ossessione erotica e la dipendenza affettiva, ambientato nella provincia veneta più profonda.
Miguel Vila è nato nel 1993 a Padova dove vive. Ha frequentato il corso di Linguaggi del fumetto all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Padovaland, un paio di anni fa, è stato il suo sorprendente esordio. Con Fiordilatte si è aggiudicato il prestigioso Premio Micheluzzi per il miglior fumetto italiano al Napoli Comicon 2022.
Un brindisi con specialità gourmet a cura di Pro Loco Este allieterà la serata

mercoledì 17 agosto, ore 21:00 - Cortile della Biblioteca Civica
evento speciale in collaborazione con il Premio Campiello
Francesca Valente presenta ALTRO NULLA DA SEGNALARE edito da Einaudi - vincitrice del Premio Campiello Opera Prima

Altro nulla da segnalare, il libro che ha vinto all’unanimità il Premio Italo Calvino 2021 e ora il Campiello Opera Prima, è un testo raro, prodigioso. Al centro, le storie struggenti dei «paz»: i pazienti – o i pazzi, direbbero i piú – dei servizi psichiatrici nati subito dopo la chiusura dei manicomi: uomini e donne che si ritrovarono improvvisamente liberi nel mondo, o che nel mondo non sapevano piú come abitare. Le storie a cui dà vita Francesca Valente ruotano sempre attorno a punti luminosi: dettagli, pensieri, eventi; non mirano mai a raccontare le vite dei personaggi, cercano piuttosto il cuore pulsante della loro umanità: perché è lí, in quel frammento di memoria che li riguarda, portato alla luce ma irriducibilmente oscuro, che può essere racchiusa ogni prospettiva d’universalità.
Francesca Valente è nata nel 1974 e abita a Torino. Per molti anni è stata traduttrice dall'inglese, dal francese e dal giapponese per case editrici e studi di animazione italiani e internazionali. Dal 2014 lavora come copywriter. Suoi testi sono stati musicati dai jazzisti Francesco Aroni Vigone e Stefano Risso. Ha studiato giapponese a Ca' Foscari e arte contemporanea all'Ucla. Ha scritto il libro per bambini Il miele. Tutti i segreti delle api (Slow Food Editore 2010).
Per Einaudi ha pubblicato Altro nulla da segnalare (2022).


giovedì 25 agosto, ore 21:00 - cortile della Biblioteca Civica
Jana Karšaiová presenta DIVORZIO DI VELLUTO edito da Feltrinelli

Come si sopravvive allo strappo, alla perdita delle radici? Cosa resta, come ci si inventa di nuovo? Katarína torna da Praga a Bratislava per trascorrere il Natale insieme alla famiglia. Alle vecchie incomprensioni con la madre, si aggiunge la difficoltà di giustificare l’assenza del marito Eugen. Ma in quei pochi giorni ritrova anche le vecchie compagne di università, soprattutto Viera, che si è trasferita in Italia grazie a una borsa di studio e torna sempre più malvolentieri in Slovacchia.
Le due amiche si riavvicinano, si raccontano l’un l’altra gli strappi, le ferite – Viera con Barbara, che era stata la loro insegnante di italiano, Katarína con Eugen, che l’ha abbandonata due mesi prima con un biglietto sul tavolo della cucina. Katarína ripercorre il rapporto con lui, dal primo incontro al matrimonio forse troppo precoce, con le tante difficoltà di integrarsi a Praga, fino al dolore, di cui ancora non riesce a parlare. E tra i ricordi emergono frammenti della vita a Bratislava sotto il governo comunista: l’abolizione delle festività cattoliche, la censura, le code per la carne e per qualsiasi cosa.
Con “divorzio di velluto” si intende la separazione tra Slovacchia e Repubblica Ceca, che nel romanzo riverbera quelle tra Katarína e il marito Eugen, tra Viera e un paese per lei troppo stretto…
È una storia di assenze che pesano, di tradimenti, di desideri temuti e mai pronunciati, di strappi che chiedono nuove risorse per essere ricomposti, di sradicamento e di rinascita – una ricerca di sé della protagonista e del suo paese, entrambi orfani di un passato solido.
La scrittura versatile e profonda di Jana Karšaiová è straordinaria per un’autrice che ha scelto l’italiano come lingua elettiva. Un esordio letterario di grande maturità. Il buio che si portava dentro era solo buio, sotto scorreva la vita, per tutti, anche per lei.
Libro incluso tra i dodici candidati al Premio Strega 2022.
Jana Karšaiová (Bratislava 1978) ha iniziato a imparare l’italiano da autodidatta nel 2002. Ha vissuto a Praga, a Ostia, a Verona dove ha lavorato come attrice. Dopo una lunga assenza, ha ripreso a lavorare in campo teatrale conducendo laboratori e iniziato a frequentare corsi di scrittura. Il suo racconto “Sindrome Italia” è stato pubblicato sulla rivista letteraria “Nuovi Argomenti”. Divorzio di velluto è il suo primo romanzo.
Un brindisi con specialità gourmet a cura di Pro Loco Este allieterà la serata

mercoledì 31 agosto, ore 21:00 – Villa Kunkler-Byron
Sandro Frizziero & Stefano Spagnolo / Andrea Chinaglia in LAGUNA, LAGUNAE suoni e voci letterarie dalla laguna

«Questa è la Laguna, questa non è la Laguna, questo è l’enigma della Laguna, questa è la chiarezza evidentissima della Laguna.» (Andrea Zanzotto)
A mollo nella musica equorea dei Caliverna, una piccola pesca di autori (da Comisso a Zanzotto a Manganelli, da Parise a Scarpa a Frizziero) che, in una forma di possessione grata e vitale, si sono fatti attraversare dalle ambigue voci della laguna. Un'immersione nelle acque letterarie – chiuse, ma aperte; come la paradossale Laguna zanzottiana – di alcuni fra i grandi scrittori del '900.
Sandro Frizziero è nato a Chioggia nel 1987, insegna Lettere negli istituti superiori della sua città. Per Fazi Editore, nel 2018, ha pubblicato Confessioni di un NEET, finalista al Premio John Fante 2019. Con Sommersione, suo secondo romanzo uscito sempre per Fazi, è entrato nella cinquina del Premio Campiello 2020. A inizio del prossimo anno Mondadori pubblicherà il suo prossimo romanzo.
Stefano Spagnolo, bibliotecario e da oltre vent'anni organizzatore di eventi letterari.
Andrea Chinaglia è pianista e direttore d'orchestra.
Un brindisi con specialità gourmet a cura di Pro Loco Este allieterà la serata